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Daniele

Ormai non ci si fa quasi più caso. Ogni volta che rilascia dichiarazioni, Bernie Ecclestone (81 anni) lascia sempre il segno. Dopo aver proposto il sistema “a medaglie” per l’assegnazione del titolo piloti e aver snaturato il calendario della Formula 1 orientandolo verso i mercati emergenti asiatici, il padre-padrone della Formula 1 ipotizza l’utilizzo della pioggia artificiale per vivacizzare i Gran Premi.

Per carità, lo sappiamo tutti, con la pioggia i valori si appiattiscono e lo spettacolo spesso ne beneficia, ma è davvero il caso di sacrificare i valori tecnico-sportivi per qualche sorpasso e testacoda in più? Vogliamo veramente mettere sotto controllo anche la variabile meteorologica e decidere le gare “a tavolino”, mandando a carte quarantotto il lavoro di un week-end in nome del (finto) divertimento? Sarò un inguaribile romantico e nostalgico della F1 dei tempi d’oro, ma la mia risposta è chiaramente no.

Ma pensavate che il Gheddafi della F1 si limitasse a una sola sparata? Sbagliato. Ecclestone ha infatti proposto di recuperare il Gran Premio del Bahrein (che avrebbe dovuto aprire la stagione il 13 marzo e che è stato sospeso per le turbolenze sociali maghrebine e mediorientali) durante la pausa estiva, ad agosto! No, non è un pesce d’aprile anticipato. Si vuole veramente far correre un Gran Premio con 50 gradi all’ombra, per la gioia di piloti e meccanici (spettatori, per fortuna, ce ne sono pochi)! Il tutto in nome di biechi interessi commerciali, e che fanno dichiarare a Ecclestone che “il Bahrein non può non avere un Gran Premio nel 2011, è un mercato troppo importante per la F1″ (!!!).

Veniamo ai numeri. Il Bahrein conta poco più di un milione di abitanti, la stragrande maggioranza dei quali (come indicano gli spalti semivuoti) è disinteressata alla competizione. Non sarà piuttosto che il Principe del Bahrein è uno di quei “furbetti dei circuiti” di cui parlava Stefano Semeraro qualche settimana fa su Italiaracing?

Ormai è ufficiale. Sarà Nick Heidfeld il sostituto di Robert Kubica sulla Lotus Renault. Il 33enne tedesco ha infatti convinto il management Renault durante gli ultimi test di Jerez, dove ha staccato il 3° tempo dietro ai redivivi Barrichello e Schumacher, battendo nettamente l’altro candidato Bruno Senna (solo 11°).

Un’ulteriore occasione di rilancio quindi per il pilota di Monchengladbach, sempre veloce e utile per lo sviluppo delle monoposto, ma che non ha mai avuto la fortuna di avere tra le mani una vettura veramente vincente. La sensazione è che per lui la Lotus Renault sia l’ultimo metrò per entrare nella storia della Formula 1.

Sembra ormai essersi ridotta a due nomi la corsa per prendere il posto di Robert Kubica sulla Lotus Renault. Non sarà Hulkenberg, come avevamo anticipato, a contendere il posto a Bruno Senna, ma Nick Heidfeld. Il pilota di Monchengladbach tra l’altro corrisponde pienamente all’identikit stilato da Boullier, che aveva indicato l’esperienza come un requisito fondamentale per poter sviluppare a dovere la monoposto.

Si profila quindi un rientro in F1 per il sempre velcoe 33enne tedesco, che dopo l’apprendistato in Prost nel 2000, è approdato alla Sauber conquistando un podio nel 2001. Dopo un anno di transizione con la Jordan nel 2004, riuscì a conquistare tre podi e una pole (al Nurburgring) l’anno successivo, in Williams, per poi difendere per quattro stagioni i colori della BMW, conquistando in tutto 8 podi ma senza mai salire sul gradino più alto.

Nel 2010 ha iniziato la stagione come tester Pirelli, per poi sostituire Pedro de la Rosa sulla Sauber nelle ultime cinque gare, conquistando come miglior risultato un 8° posto a Suzuka.

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Secondo quanto dichiarato dai medici, l’operazione alle mani infortunate di Robert Kubica è perfettamente riuscita. L’intervento, durato oltre 7 ore, ha rivitalizzato i tessuti delle mani, evitandone così la doppia amputazione. I tempi di recupero sono stimati in circa un anno, anche se, c’è da scommetterci, Robert farà di tutto per bruciare le tappe e presentarsi al via prima della fine del campionato.

Tempi di recupero così lunghi renderanno ancora più interessante (e cruciale per le sorti del team) la scelta del sostituto.

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A soli sei mesi dalla nascita, Mondo Racing raggiunge oggi quota 1.000 visite. A tutti voi un grazie per aver cominciato a far emergere dalla galassia di Internet questo progetto. Continuiamo così, ragazzi.

Una statistica per chiudere. Il post più letto al momento è, in linea con la più stretta attualità, la panoramica sull’uso del KERS nel 2011, a quota 266 visite.

Ironia della sorte. Era già pronto un post che dava Kubica tra i principali favoriti per il Mondiale 2011 dopo i test di Valencia della scorsa settimana, che hanno visto la Lotus Renault R31 del polacco chiduere in prima posizione davanti a Sutil su Force India (con vettura 2010 ampiamente rivista) e Fernando Alonso. Questa mattina invece Robert Kubica, alle prese con un rally nel Savonese, si è schiantato con la sua Skoda Fabia contro un muretto adiacente ad una chiesa, riportando diverse fratture e gravi lesioni ad una mano. Nella migliore delle ipotesi, non lo rivedremo alla guida prima dell’estate. Nella migliore delle ipotesi, appunto, perchè i medici non escludono complicazioni nel recupero completo dell’uso dell’arto infortunato.

Ca va sans dire, facciamo i nostri migliori auguri di guarigione a uno dei piloti più talentuosi del Circus. Ma, sarà cinismo, ora in Lotus Renault devono già pensare ad un sostituto di livello, scegliendo tra una soluzione interna o l’ingaggio di un pilota rimasto fuori dal Circus. Inutile dire che questa decisione dipenderà in maniera notevole dai bollettini medici dei prossimi giorni, e dal decorso post-operatorio.

La Lotus Renault è la squadra che può vantare tra le proprie fila il numero più nutrito di collaudatori, ben 5. Se il malese Fauzy, il sino-olandese Ho-Pin Tung e il ceko Jan Charouz appaiono decisamente immaturi per il grande salto, una soluzione plausibile potrebbe essere la promozione di uno degli altri due test driver: il “nipote d’arte” Bruno Senna, già in F1 con la Hispania nel 2010, e Romain Grosjean, protagonista di una seconda parte di stagione anonima in F1 proprio con Renault nel 2009, ma ampiamente rilanciatosi tra AutoGP e GP2 nella scorsa stagione.

Il direttore Eric Boullier potrebbe però optare per una soluzione esterna, ricorrendo a un ulteriore ingaggio. Suggestiva ma poco credibile appare la candidatura dell’ex campione del mondo Kimi Raikkonen, più consistente invece l’ipotesi Hulkenberg (terzo pilota in Force India). Per onore di cronaca, citiamo anche altre  ipotesi, piuttosto remote, come quelle del ritorno del belga D’Ambrosio (titolare Virgin) o del brasiliano Di Grassi, o il coinvolgimento di un pilota italiano nell’operazione (Liuzzi o Valsecchi).

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